Diritto Fallimentare

Settori di Attività

Diritto Fallimentare e della Crisi d'Impresa

Lo studio assiste le aziende in crisi, al fine di trovare soluzioni stragiudiziali e giudiziali idonee alla ristrutturazione dell’indebitamento, sia alla luce della normativa vigente sia, in prospettiva, in funzione della nuove procedure previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (C.C.I.) che entrerà in vigore il 15 Agosto 2020.

L’attività stragiudiziale si manifesta attraverso l’assistenza del cliente nei rapporti con i singoli creditori, al fine di raggiungere soluzioni transattive, ovvero ricorrendo ad una procedura concorsuale stragiudiziale, quale il piano di risanamento attestato ex art. 67 comma 3 lettera d) l.fall. (che verrà disciplinata dall’art. 56 C.C.I.).

Trattasi di un programma ristrutturatorio dell’indebitamento predisposto dal debitore, in funzione della continuità aziendale, che non prevede, necessariamente, (sotto la normativa vigente) l’assenso da parte dei creditori e che ha il vantaggio di rendere liquidabile il suo patrimonio senza rischi di azioni revocatorie, alla sola condizione che un professionista indipendente attesti la fattibilità del piano e la sua idoneità a ristrutturare l’indebitamento.

L’attività giudiziale riguarda:

  • a) Gli accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis l.fall. (che verranno disciplinati dall’art. 57 ss C.C.I.).
    Trattasi di un piano di ristrutturazione dell’indebitamento accettato da una parte dei creditori (solitamente banche) che ha efficacia tra le parti, una volta omologato dal Tribunale. La legge prevede che creditori, che rappresentino complessivamente almeno il 60% dei crediti, possano trovare un accordo con il debitore, che può avere qualsiasi contenuto (dilatorio, parzialmente remissorio del debito ovvero misto) il cui obiettivo sia quello di ristrutturare l’indebitamento dell’impresa.
    Al fine di accedere, a tale procedura, è necessario che un professionista indipendente attesti la veridicità dei dati contabili e l’attuabilità dell’accordo, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, da pagarsi integralmente alle scadenze previste dalla legge.
    Una volta sottoscritto, l’accordo deve essere sottoposto al Tribunale per l’omologa.
    Nell’ambito di tale procedura è prevista la possibilità di concludere, con l’erario, una transazione fiscale, ex art. 182 ter l.fall. (che verrà disciplinata dall’art. 63 C.C.I.) consentendosi, in tal modo, di definire, anche transattivamente, il debito erariale.
    Qualora tale procedura abbia come destinatari, unicamente, istituti di credito, vi è data la possibilità, per il debitore, di chiedere ex art. 182 septies l.fall. (che verrà sostituito dall’art. 61 C.C.I.) che gli effetti dell’accordo vadano estesi anche ad una minoranza di banche non aderenti, a condizione che gli istituti di credito, che lo sottoscrivono, rappresentino almeno il 75% dei crediti stessi.
     
  • b) Il concordato preventivo ex art. 160 ss l.fall. (che verrà disciplinato dagli art. 84 s C.C.I.) che vede il debitore sottoporre, ai propri creditori, una proposta di definizione dell’indebitamento, variamente articolata, che si fonda su un piano liquidatorio ovvero in continuità aziendale.
    I creditori, eventualmente suddivisi per classi, sono chiamati ad esprimere il loro assenso o dissenso attraverso il voto.
    Qualora la proposta venga accettata, dalla maggioranza dei creditori, ed omologata dal Tribunale, diventa vincolante per la minoranza dissenziente.
    È una procedura complessa, che prevede sbarramenti al suo accesso ed è sottoposta a controllo sia da parte del commissario giudiziale sia del Tribunale.
    In funzione della conservazione dell’attività aziendale è possibile, per il debitore, concludere contratti funzionali al futuro accesso alla procedura che, se perfezionati nel rispetto della legge, consentono di valorizzare al meglio l’azienda nel suo complesso, in funzione di un miglior soddisfacimento dei creditori.
    Anche all’interno del concordato preventivo è possibile concludere, con l’erario, una transazione fiscale ex art. 182 ter l.fall. (che verrà sostituito dall’art. 88 C.C.I.) andando a definire - anche con una eventuale falcidia del credito - la posizione debitoria erariale.
     
  • c) Il concordato fallimentare ex art. 124 ss l.fall. (che verrà disciplinato dall’art. 24 ss C.C.I.). Trattasi di una procedura concorsuale successiva al fallimento ove, il debitore, decorso un anno dal fallimento ovvero anche in un momento anteriore, un soggetto terzo (un assuntore), a fronte dell’acquisizione di tutto l’attivo del fallimento, effettua ai creditori una proposta di pagamento in percentuale del loro credito.
    Tale proposta è sottoposta al voto dei creditori e. se approvata, determina la chiusura del fallimento e l’esdebitazione del debitore per le somme non corrisposte.
     
  • d) Il fallimento (che nel Codice della crisi assume la denominazione di liquidazione giudiziale). È la procedura concorsuale più frequente che determina la perdita, da parte del debitore, dell’amministrazione e della disponibilità del proprio patrimonio, al fine di consentire, attraverso, la liquidazione dell’attivo, per il tramite di un curatore, il soddisfacimento dei creditori, con conseguenze gravi in capo al predetto che, oltre a perdere il proprio patrimonio, può essere oggetto di contestazione per fatti di bancarotta.
    In funzione della conservazione dell’attività aziendale è possibile, per il debitore, concludere contratti funzionali al futuro accesso alla procedura che, se perfezionati nel rispetto della legge, consentono di valorizzare al meglio l’azienda nel suo complesso, in funzione di un miglior soddisfacimento dei creditori.
    I creditori per partecipare ai riparti devono presentare domanda di ammissione al passivo; sarà il Tribunale, ne giudizio di verifica dei crediti, a valutare se e in che misura ammetterli.
    Particolare rilevanza assumono le azioni revocatorie finalizzare a ripristinare il patrimonio del fallito, leso da atti dispositivi patrimoniali, pagamenti ovvero atti costitutivi di diritto di prelazione che consentono al curatore di agire in giudizio per ottenere la declaratoria di inefficacia dell’atto nei confronti del fallimento.

Lo Studio assiste altresì creditori, ogni volta in cui essi debbano affrontare - in tale veste - le diverse procedure concorsuali.

In tale ipotesi, lo Studio si cura di predisporre le domande di ammissione al passivo, curando tutta l’attività processuale relativa ed – inoltre – cura l’assistenza dei soggetti acquirenti di beni o destinatari di pagamenti da debitori falliti, convenuti in revocatoria dal Curatore fallimentare, fornendo assistenza nella controversia mirante ad ottenere la dichiarazione di inefficacia dell’atto posto in essere.

Da ultimo - ma non per questo di minore importanza – lo Studio presta assistenza ai soggetti che rivestono la qualifica di legali rappresentanti di società e/o membri degli organi di controllo societari, in relazione ad eventuali azioni di responsabilità promosse nei loro confronti, ad opera dei Curatori fallimentari.